Vai al contenuto

Chi siamo

Mimu nasce da un'osservazione semplice: intorno a chi ha bisogno di cura la buona volontà quasi non manca mai. Manca il modo di metterla d'accordo. Le telefonate, i gruppi di messaggi e i fogli di calcolo servono a comunicare, ma non dicono chi è disponibile, chi ha accettato e chi è responsabile di che cosa.

Quel lavoro invisibile ricade quasi sempre su una persona sola — una coordinatrice, una figlia — e nessuno lo vede finché non si rompe. Mimu esiste per toglierle quel peso dalle spalle senza togliergliene il controllo.

Come lavoriamo

Mimu coordina. Non conversa.

Non c'è nessuna chat dentro Mimu, e non ci sarà. Le persone continuano a parlarsi dove già lo fanno. Mimu manda soltanto quello che serve a organizzare, e il segno che sta funzionando è che nel gruppo si parla meno di orari.

La fiducia è di chi chiede, non nostra.

Ogni primo messaggio comincia dal nome della persona che sta chiedendo aiuto, mai dal nome di Mimu. Nessuno accetta di accompagnare qualcuno a una visita perché glielo chiede una piattaforma.

Suggeriamo sulla missione, mai sulla persona.

Dire che il giovedì pomeriggio resta spesso scoperto è un fatto organizzativo. Trarre conclusioni sulla salute o sulle abitudini di qualcuno non lo è, e Mimu non lo fa.

Un motore solo, due porte.

Un'associazione con settanta volontari e una famiglia con quattro persone hanno bisogno della stessa cosa: sapere chi fa che cosa. Cambiano le parole e alcune funzioni, non il modo in cui funziona.

Chi c'è dietro

Da completare prima della pubblicazione

Qui vanno la ragione sociale, la sede, la partita IVA e le persone che rispondono di Mimu. Sono i dati che chi riceve un link da un numero sconosciuto viene a cercare proprio su questa pagina: finché mancano, la pagina non fa il suo lavoro.