Privacy
La giornata di una persona che ha bisogno di cura è un dato sensibile. Mimu ne raccoglie soltanto la parte che serve a organizzare il supporto, e la mostra soltanto a chi deve agire.
Per sapere quali dati Mimu ha su di te, per correggerli o per chiederne la cancellazione, scrivi a contatto@mimu.plus. Risponde una persona.
Titolare del trattamento
Titolare del trattamento è Igor Cordeiro, contattabile all'indirizzo contatto@mimu.plus. Mimu è oggi un progetto personale e non una società: il servizio è gratuito e non viene fatturato nulla. Non è stato nominato un Responsabile della protezione dei dati, perché il trattamento non rientra nei casi in cui l'articolo 37 del GDPR lo rende obbligatorio. Per qualsiasi questione relativa ai tuoi dati puoi scrivere all'indirizzo qui sopra; se ti serve un recapito postale per una richiesta formale, te lo forniamo su richiesta.
Fase di prova
Mimu è in fase di prova. Il servizio funziona ed è usato da persone vere, ma è ancora piccolo e cambia spesso. Se in questa fase decidessimo di interrompere il progetto, avviseremmo tutti con almeno trenta giorni di anticipo e cancelleremmo i dati, salvo che qualcuno chieda di riceverli prima.
Basi giuridiche
Il consenso di chi partecipa come volontario è raccolto nel momento in cui accetta di entrare in una rete, ed è registrato con la sua data. Può essere revocato in qualsiasi momento, uscendo dalla rete con un messaggio o dal proprio link personale: la revoca non pregiudica quanto trattato prima. Chi coordina crea un accesso, e i suoi dati sono trattati per erogare il servizio che ha chiesto. I dati della persona assistita sono inseriti da chi organizza il suo aiuto, che dichiara di averne l'autorizzazione; quando dalla richiesta emergono informazioni relative alla salute, il trattamento si fonda sul consenso esplicito della persona interessata, raccolto da chi la assiste. Chi ci scrive dal modulo pubblico lo fa con il proprio consenso, e quei dati servono solo a rispondere.
Tempi di conservazione
Conserviamo i dati per il tempo necessario alle finalità descritte. Le sessioni di accesso durano quattordici giorni; i link di accesso via e-mail trenta minuti; una conversazione WhatsApp in corso ventiquattro ore. Le liste importate vengono cancellate trenta giorni dopo essere state elaborate. Le attività, il loro storico e i messaggi restano finché la rete a cui appartengono resta attiva: servono a chi coordina per sapere che cosa è già successo, e cancellarli a una scadenza fissa toglierebbe memoria a chi ne ha bisogno. Chi esce da una rete smette immediatamente di ricevere messaggi, e in qualsiasi momento chiunque può chiedere che i propri dati siano resi anonimi: succede subito, e non si torna indietro.
Responsabili del trattamento
Alcuni fornitori trattano dati per nostro conto, come responsabili del trattamento, ciascuno vincolato da un contratto ai sensi dell'articolo 28 del GDPR: Vercel Inc. per l'esecuzione dell'applicazione, Neon Inc. per la banca dati, Resend per l'invio delle e-mail, Meta Platforms Ireland Limited per i messaggi WhatsApp, Porkbun LLC per il dominio e l'inoltro della posta, Google Ireland Limited per la casella che la riceve, per la consegna degli avvisi dell'app e per trasformare un indirizzo in coordinate e per la mappa di chi sta arrivando (Google Maps Platform: riceve l'indirizzo e, durante il tragitto, la posizione di chi va, mai i nomi), OpenAI Ireland Ltd per capire i messaggi e i vocali (vedi qui sotto, «L'intelligenza artificiale»), Stripe Payments Europe Ltd per i pagamenti con carta e i bonifici a chi lavora (i dati della carta e del conto li tratta Stripe, Mimu non li vede), Functional Software Inc. (Sentry) per la segnalazione degli errori, senza i tuoi link e senza il contenuto delle pagine. Non vendiamo dati a nessuno e non li usiamo per pubblicità.
Gli avvisi dell'app
Un avviso sul telefono passa da Google (Firebase Cloud Messaging) e, sugli iPhone, da Apple: ricevono il titolo e le due righe che leggi sullo schermo, mai il tuo link personale. Gli avvisi arrivano solo se li hai accesi tu, e si spengono dalla stessa pagina.
L'intelligenza artificiale
Per capire quello che le persone scrivono o dicono, Mimu usa i modelli di OpenAI Ireland Ltd. Ricevono solo quello che serve in quel momento: il testo di un messaggio scritto a Mimu su WhatsApp e il contesto necessario per capirlo; un vocale, che diventa testo; quello che la famiglia racconta di una persona quando chiede una visita o una chiamata; quello che racconta di sé chi si candida a lavorare con Mimu, anche nel colloquio.
L'intelligenza artificiale non decide niente: quello che capisce diventa una proposta che la persona vede e conferma, o corregge, prima che valga. Se non risponde, Mimu va avanti senza. OpenAI non usa questi dati per addestrare i suoi modelli e li cancella dopo al massimo 30 giorni; i suoi server possono trovarsi negli Stati Uniti, con le garanzie descritte qui sotto.
Entrare con Google o con Apple
Se scegli di entrare con Google o con Apple, riceviamo da loro il tuo nome, il tuo indirizzo e-mail e un codice che ti riconosce la volta dopo. Non riceviamo la tua password e non chiediamo altro. Con Apple puoi nascondere il tuo indirizzo: Mimu ti scrive a quello che Apple ci dà.
Trasferimenti fuori dall'Unione europea
La banca dati risiede a Francoforte, in Germania, e l'applicazione viene eseguita nella stessa regione. Alcuni fornitori hanno sede negli Stati Uniti e possono accedere ai dati per fornire il servizio: il trasferimento avviene sulla base delle clausole contrattuali standard approvate dalla Commissione europea e, dove applicabile, dell'EU-US Data Privacy Framework.
I tuoi diritti
Puoi chiedere di accedere ai tuoi dati, correggerli, cancellarli, limitarne il trattamento, opporti al trattamento e riceverli in un formato leggibile da una macchina. Puoi revocare il consenso in qualsiasi momento. Scrivi a contatto@mimu.plus e ti rispondiamo entro trenta giorni. Se ritieni che i tuoi dati siano trattati in modo scorretto, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali, www.garanteprivacy.it.
Che cosa raccogliamo
Chi partecipa alla rete
Nome, e un recapito fra e-mail e telefono. Serve a poter ricevere un invito: senza almeno un recapito, una persona non può essere invitata.
Chi riceve il supporto
Nome, eventualmente un indirizzo e un recapito, e le note pratiche indispensabili a svolgere bene l'attività, per esempio a che citofono suonare.
Le attività
Che cosa serve, quando e dove, chi è stato invitato, chi ha risposto e come, chi è stato designato e un breve resoconto finale.
I messaggi inviati
Il contenuto dei messaggi che Mimu manda, il canale usato e l'esito della consegna. Serve a sapere se un invito è davvero arrivato.
Gli accessi
Data dell'ultimo accesso e sessioni attive. I token di accesso non vengono mai conservati in chiaro: il database ne contiene solo un'impronta crittografica.
L'app sul telefono
Se usi l'app e tocchi «Sì, avvisami qui», conserviamo un codice che identifica il tuo telefono: serve a mandarti gli avvisi, e a nient'altro. Smette di essere usato quando spegni gli avvisi o esci, e si cancella insieme ai tuoi dati. L'app non chiede la posizione, la fotocamera, il microfono né i contatti.
Che cosa non raccogliamo
- Nessun dato clinico o diagnostico. Mimu non è una cartella sanitaria.
- Nessun tracciamento continuo. Chi lavora con Mimu, il giorno della visita, può scegliere di toccare «Sto arrivando»: finché tiene aperta la pagina, la famiglia di quella visita vede su una mappa dove si trova e quanto manca. Si conserva solo l'ultima posizione, e si cancella al «Sono qui» o, al più tardi, dopo due ore. Al «Sono qui» il telefono dà la posizione una volta, per confermare che è davanti alla porta: se ne conserva solo la distanza dalla casa, mai il punto.
- Nessuna profilazione delle persone della rete e nessuna inferenza sul loro stato di salute o sul loro comportamento. A chi lavora con Mimu le visite le propone un sistema automatico, spiegato per intero in «Come scegliamo a chi proporre una visita»: non decide niente su di loro.
- Nessuna classifica di affidabilità mostrata a chi coordina: nessuno, nella tua rete, vede una graduatoria di chi risponde di più. Mimu conta quante volte ha chiesto qualcosa a ciascuno, e quante volte ha ricevuto risposta, per accorgersi quando le stesse persone vengono chiamate troppo spesso. Quel conteggio resta all'amministrazione di Mimu e non entra mai in una rete.
Il calendario
Quando tocchi «salva nel calendario», il tuo calendario riceve il titolo dell'attività, il nome della persona da raggiungere e il luogo. Lo mandi tu aprendo quel link, non lo mandiamo noi, e se usi Google Calendar quei dati arrivano a Google come arriverebbe qualsiasi appuntamento che scrivi. Se preferisci non farlo, i dettagli restano in Mimu e il pulsante si può ignorare.
Chi vede che cosa
Ogni rete è isolata dalle altre: i dati di un'associazione non sono visibili a un'altra, e una rete familiare presentata da un'associazione resta comunque chiusa rispetto a quell'associazione.
Dentro una rete, chi coordina vede le attività e i recapiti necessari a organizzarle. Chi partecipa vede soltanto i propri inviti, le attività che gli sono state assegnate e il proprio storico, mai i dati degli altri partecipanti.
Chi lavora con Mimu
Quando una famiglia chiede una persona di Mimu a pagamento, Mimu tratta anche i dati di chi lavora: nome, recapiti, documento, codice fiscale, data di nascita e residenza (per gli obblighi fiscali), il profilo che racconta di sé, i giorni e il raggio in cui è disponibile, le visite fatte e quello che le famiglie dicono di com'è andata. Le visite gliele propone un sistema automatico, spiegato per intero in Come scegliamo a chi proporre una visita: propone soltanto, non sospende e non esclude nessuno. Chi lavora vede della famiglia solo quello che serve alla visita accettata (l'indirizzo, le note pratiche sulla casa, un telefono) e finché la visita è in programma; per una chiamata di mezz'ora non vede nessun indirizzo. La famiglia vede di chi viene il nome, la certificazione, le lingue e quello che sa fare. Quando chi lavora cancella il proprio account, il profilo sparisce; restano, senza il nome, le righe dei conti che la legge impone di tenere, e per 12 mesi una riga nella centrale di Mimu con nome e recapito, per poterle rispondere.
Consenso e uscita
Chi partecipa può revocare il proprio consenso in qualsiasi momento: da quel momento non riceve più inviti e i link già ricevuti smettono di funzionare. Lo storico delle attività già svolte non viene cancellato, perché appartiene anche alle altre persone che vi hanno preso parte.
Richieste di contatto
I dati inviati dal modulo di contatto vengono usati soltanto per rispondere alla richiesta. La data del consenso viene registrata insieme al messaggio.