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Per chi si prende cura di una persona cara

Prendersi cura di chi conta, senza doverci pensare da soli.

Intorno a una persona che ha bisogno di aiuto c'è quasi sempre più gente di quanto sembri: fratelli, vicini, amici, qualcuno che passa il giovedì. Mimu serve a mettere d'accordo quelle persone, senza che tutto ricada su una sola.

L'aiuto c'è. È organizzarlo che diventa un secondo lavoro.

Scrivere, aspettare, ricordarsi chi aveva detto forse, richiedere. Trovare chi è libero e sistemare tutto a volte costa più energia dell'aiuto stesso. E alla fine si chiama chi risponde in fretta, mentre gli altri, che magari potevano, non lo sanno nemmeno.

Mimu fa quel lavoro al posto vostro: chiede, aspetta e ricorda, una persona alla volta. Partecipano tutti, e voi tornate a occuparvi di chi volete bene invece che dell'organizzazione.

Le cose di cui si parla di solito

  • Accompagnare a una visita e riportare a casa
  • Fare la spesa o ritirare i farmaci
  • Fare una passeggiata insieme
  • Passare un pomeriggio a farle compagnia
  • Piccole cose di casa, senza lavori pesanti
  • Una mano con un modulo o con il telefono
  • Qualunque altra cosa serva: basta scriverla

Come funziona

Quattro passaggi, sempre gli stessi. Non c'è nulla da imparare.

  1. Riunisci chi c'è già

    Fratelli, vicini, amici, la persona che dà una mano il giovedì. Non serve che siano tanti: serve che si sappia chi sono.

  2. Dì che cosa serve

    L'accompagnamento alla visita, la spesa, una telefonata. Il giorno, l'ora e le due cose pratiche da sapere.

  3. Chi può, risponde

    Ognuno riceve la richiesta e risponde per sé. Nessuno deve leggere trecento messaggi per capire se qualcuno si è offerto.

  4. Si sa chi lo fa

    Quando è deciso, tutti ricevono la stessa informazione. E il gruppo torna a parlare d'altro.

Che cosa cambia, per ciascuno

Per chi organizza

Non sei più l'unica persona che tiene tutto a mente. Chiedere una volta basta, e la risposta resta scritta.

Per chi dà una mano

Una richiesta chiara, una risposta semplice, un promemoria prima del giorno. Nessun dubbio su chi doveva fare cosa.

Per chi vive lontano

Sapere che è tutto coperto, senza dover telefonare a qualcuno per chiederlo.

Per la persona di cui vi prendete cura

Un supporto più continuo e meno improvvisato, con meno persone che le chiedono le stesse cose.

Organizzare non vuol dire sorvegliare.

La giornata di una persona che ha bisogno di cura è una cosa sua. Mimu ne tocca solo la parte che serve a farla funzionare.

  • Nessuna informazione clinica: solo ciò che serve a svolgere bene l'attività.
  • Nessuna posizione, nessun tracciamento, nessun rapporto sulle sue giornate.
  • Ogni persona della rete vede soltanto ciò che la riguarda.
  • La conversazione resta dove è sempre stata. Mimu non è una chat.

Cominciamo da una cosa sola

Non quella più grande: quella più vicina. Scrivetecela, e il resto lo mettiamo in ordine noi.

  1. 1. Ci dite di chi vi prendete cura e che cosa serve.
  2. 2. Vi arriva un'e-mail: aprite il link e scegliete una password.
  3. 3. Siete dentro, e trovate già la vostra richiesta ad aspettarvi.

Se già lo sapete. Altrimenti lo scrivete dopo, da dentro.

Domande frequenti

Che cos'è Mimu, in una riga?

Uno strumento che aiuta a organizzare l'aiuto intorno a una persona: chi serve, quando, e chi lo fa. Nient'altro.

Devo convincere tutti a installare un'applicazione?

No. Non c'è nessuna applicazione da installare. Chi partecipa riceve un messaggio con un link e risponde da lì, dal telefono che già usa.

Sostituisce il gruppo di WhatsApp?

No, e non ci prova. Il gruppo resta dov'è, per le conversazioni. Mimu si occupa soltanto della parte organizzativa, quella che nel gruppo si perde. Il segno che sta funzionando è che nel gruppo si parla meno di orari e più d'altro.

Chi vede le informazioni sulla persona di cui ci prendiamo cura?

Solo le persone della vostra rete, e ciascuna vede soltanto ciò che la riguarda. Chi accompagna alla visita di martedì vede quella visita. Niente di più.

Registrate informazioni sulla sua salute?

No. Mimu raccoglie solo ciò che serve a svolgere bene l'attività — un indirizzo, un orario, una nota pratica come «suonare due volte». Non è una cartella clinica e non lo diventerà.

La persona assistita può farne parte?

Se lo desidera, sì, e con le stesse regole di tutti: vede ciò che la riguarda, e il consenso è suo. Non è obbligatorio, e la rete funziona anche senza.

Possiamo organizzare in più di una persona?

Sì. Non c'è motivo per cui debba pesare tutto su una figlia sola.

E se un giorno non risponde nessuno?

Lo vedete subito, invece di scoprirlo la mattina stessa. Sapere in tempo che manca qualcuno è già metà del problema risolto.

Quanto costa?

Per le reti familiari Mimu è gratuita in questa fase. Se un giorno cambierà lo saprete prima, e non da una sorpresa in fondo a una schermata.

Ho ricevuto un messaggio da un numero che non conosco. È Mimu?

Ogni messaggio che mandiamo comincia dal nome della persona che ti sta chiedendo aiuto, mai dal nostro. Se hai un dubbio, scrivici dalla pagina dei contatti: ti rispondiamo noi, e verifichiamo insieme.