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Una famiglia di più generazioni seduta insieme in giardino: al centro una donna anziana che sorride, intorno a lei figli e nipoti.

Famiglia coordinata · gratis

Prendersi cura senza che organizzare diventi un secondo lavoro

Che cos'è. Mimu è il posto dove la famiglia si organizza intorno a chi ha bisogno di una mano: un genitore, una zia, un vicino. Familiari, vicini e amici aiutano; Mimu si occupa delle mille piccole decisioni che ti stancano: chiedere, ricordare, confermare, dividere le spese e raccontare com'è andata. Funziona su WhatsApp, anche con un vocale, e sul sito.

Perché Mimu. Anche quando c'è chi può aiutare, organizzare tutto pesa: telefonate, messaggi persi nel gruppo, impegni da ricordare, spese da dividere. E soprattutto chiedere: chi coordina finisce per fare tutto da sé, pur di non chiedere un'altra volta. Mimu chiede al posto suo. E voi potete sentirvi più sereni.

«Fra restare nel gruppo di WhatsApp e usare Mimu, ho scelto Mimu perché…»

Organizzare non è più un lavoro

  • Non devo chiedere. Dico cosa serve e Mimu chiede per me a chi può aiutare; chi può tocca «posso io», e io confermo.
  • La settimana si organizza con un vocale. «Martedì cardiologo alle 10, giovedì farmacia»: Mimu trasforma quello che dico in un'agenda, senza moduli.
  • Le cose da fare si distribuiscono da sole. Ognuna va a chi può; se qualcuno rinuncia, Mimu cerca un'altra persona senza che io ricominci.
  • Quello che si ripete si organizza una volta. La seconda volta che scrivo la stessa cosa, Mimu chiede «si ripete tutti i martedì?» e pensa alle settimane dopo.
  • Tutto nel calendario. Ogni visita entra nel calendario Google o Apple di chi va e di chi coordina, con l'indirizzo.

Perché Mimu, qui. Oggi organizzare una settimana di cura sono venti messaggi e tre telefonate. Con Mimu è una frase, scritta o detta, e un tocco per confermare. Il tempo che si guadagna non resta nell'agenda: torna alla persona che curi, al lavoro, a noi.

Nessuno dimentica, nessuno resta all'oscuro

  • Promemoria per tutti, il giorno prima. Chi va riceve il promemoria e conferma; io non devo ricordare a nessuno.
  • La persona cara sa chi viene e quando. Lo riceve sul suo WhatsApp, in parole semplici, e può rispondere.
  • Le note di casa arrivano a chi va. Citofono, chiavi, il cane: le scrivo una volta, e arrivano solo a chi va, solo quando va.
  • Chi è lontano segue. Un link con la settimana della persona cara, da girare nel gruppo di famiglia: si apre senza registrarsi e senza installare niente.
  • Chi non usa WhatsApp non resta fuori. I familiari che indico ricevono per e-mail chi va e quando.
  • Chi va dopo sa cosa c'è. Chi è andato lascia una riga («porta il pane», «il rubinetto gocciola») e arriva da sola a chi va la volta dopo.
  • Niente resta in sospeso. Chi non ha risposto, o ha detto «vedo dopo», riceve la richiesta ancora una volta, una sola. Io entro solo quando non c'è davvero soluzione.

Perché Mimu, qui. In un gruppo di WhatsApp le informazioni si perdono fra fotografie e buongiorno; su Mimu ognuno riceve solo quello che lo riguarda, al momento giusto. Chi va sa dove e quando, e cosa è rimasto dall'ultima volta, la persona cara sa chi viene, chi è lontano sa com'è andata la settimana. E chi coordina smette di essere l'unica memoria della famiglia, e l'unica a rincorrere le risposte.

I soldi, senza imbarazzi

  • Spese divise, senza chiedere. Scrivo la spesa (farmacia, taxi, la badante) e Mimu la divide con tutti o con chi scelgo e ricorda a ciascuno la sua parte. I soldi passano fra noi, non da Mimu.
  • Gli scontrini restano. Mando la foto su WhatsApp o sul sito; resta con la spesa, cifrata, e la apro quando voglio.
  • Il mese in un colpo d'occhio. Il primo del mese arriva il riassunto del mese: quanto si è speso, in che cosa, chi ha pagato, e che cosa resta da saldare, sapendo che a chi deve Mimu l'ha già ricordato.

Perché Mimu, qui. I soldi sono il punto in cui le famiglie litigano in silenzio: chi ha pagato di più, chi non ha ancora restituito, chi non se lo ricorda mai. Mimu toglie quella conversazione di mezzo, divide, ricorda e conserva gli scontrini, senza che i soldi passino da lei. Resta tutto chiaro, e nessuno deve chiedere a nessuno.

La casa non resta senza niente

  • La lista della spesa del mese. «Aggiungi il caffè alla spesa», scritto o con un vocale, io o un fratello. La lista arriva da sola a chi fa la spesa per lei.
  • Lo so prima che finisca. Dico una volta «30 compresse, una al giorno, da oggi», o i pannoloni, il cibo del gatto, e Mimu conta per me e avvisa qualche giorno prima.
  • Già comprate, o chiedo a qualcuno. Nell'avviso, due bottoni: «Già comprate» ricomincia a contare; «Chiedi a qualcuno» passa la spesa alla rete.
  • Tutto nella pagina della persona cara. La lista, quello che sta per finire e la riga dell'ultima visita, ognuno nel suo riquadro.

Perché Mimu, qui. Le cose che finiscono sono quelle che pesano di più nella testa di chi si prende cura: la medicina che non può mancare, il caffè che le piace, il pacco di pannoloni la domenica sera. Mimu tiene la lista, conta i giorni e avvisa in tempo, e se io non posso andare, chiede alla rete per me. Smetto di essere io a ricordarmi di tutto.

Fatta per la vita vera

  • Tutto su WhatsApp, anche con un vocale. Senza installare niente e senza password; chi preferisce usa il sito, con le stesse funzioni.
  • I due genitori nello stesso spazio, e più fratelli a coordinare insieme.
  • Riservata per scelta. La rete è chiusa, non chiediamo dati di salute, e si esce quando si vuole, con due tocchi.
  • Gratis. Coordinare la rete non costa niente, e resta così.

Perché Mimu, qui. Mimu non chiede a nessuno di cambiare abitudini né di installare qualcosa: entra nel WhatsApp che la famiglia usa già, accetta un vocale e rispetta la riservatezza di chi riceve la cura. Coordinare è gratis, quindi non c'è motivo di rimandare: si comincia oggi, con un messaggio.

Una donna seduta al tavolo della cucina, con una tazza e un quaderno davanti, manda un vocale dal telefono e sorride guardando fuori.

Da soli, ma coordinati · gratis

Anche se, per ora, ci siete solo voi

Che cos'è. Spesso chi si prende cura è da solo, o quasi: i fratelli sono lontani, i vicini non si conoscono. Mimu è fatta anche per questo: serve dal primo giorno come assistente personale, senza nessuna rete.

Perché Mimu. Quando vi prendete cura di qualcuno da soli, avete poco tempo e mille cose in testa. Non vi serve un'altra piattaforma a cui invitare tutti, ma un modo per non dover tenere a mente, da soli, tutta la settimana della persona di cui vi prendete cura.

«Fra continuare a fare tutto a memoria e usare Mimu, ho scelto Mimu perché…»

Un'assistente personale, dal primo minuto

  • Ho chi mi ascolta. Detto la settimana in un vocale e Mimu fa la lista, con una domanda sola per ogni cosa: «la fai tu, o chiedo una mano a qualcuno?».
  • Tutto nasce mio, con un promemoria. Ogni impegno resta con me e Mimu me lo ricorda in tempo, finché non decido di chiedere aiuto.
  • Le spese restano contate. Anche da solo segno quello che pago, con la foto dello scontrino, e il primo del mese ricevo il mese.
  • La lista della spesa vive su Mimu. La aggiungo a voce, durante il mese, ed è lì quando vado a fare la spesa.
  • So quando finiscono le medicine. Mimu conta i giorni per me e avvisa qualche giorno prima; non devo contare le compresse.
  • I fratelli restano aggiornati senza che io scriva rapporti. Mando loro il link della settimana; chi vuole, guarda.
  • Quando qualcuno potrà aiutare, è già tutto lì. Basta invitare: l'agenda, le note di casa e le spese sono pronte.

Perché Mimu, qui. Chi si prende cura da solo non ha bisogno di una rete per cominciare: ha bisogno di smettere di tenere tutto in testa. Mimu ascolta, organizza, ricorda, conta i giorni di quello che sta per finire e fa i conti, dal primo minuto, senza invitare nessuno. E il giorno in cui qualcuno potrà dare una mano, è tutto pronto nello stesso posto.

Nella sede di un'associazione, volontari e una coordinatrice con i documenti in mano accolgono una signora anziana e una ragazza con lo zaino; un volontario tiene una borsa con la spesa.

Associazione forte e tranquilla · gratis

Meno telefonate, più tempo per le persone

Che cos'è. Per associazioni e reti di volontariato che seguono più persone. Mimu chiede ai volontari chi può, conferma, ricorda e raccoglie com'è andata, dall'invito alla conclusione; turni ed eventi compresi. I volontari rispondono su WhatsApp, senza installare niente: semplice e dal telefono, così anche i più giovani ci stanno volentieri. Chi coordina vede tutto in un pannello.

Perché Mimu. In un'associazione il tempo di chi coordina se ne va in telefonate e fogli di calcolo: chiedere chi può, confermare, ricordare, cercare un sostituto all'ultimo momento. È tempo tolto alle persone. Mimu fa quella parte e lascia l'associazione libera per quello che solo lei sa fare.

«Fra telefonate, fogli di calcolo e Mimu, abbiamo scelto Mimu perché…»

Meno tempo al telefono

  • Chiede Mimu, per noi. Invita i volontari a ondate, solo chi può aiutare, e ci mostra chi ha risposto; noi scegliamo con un tocco.
  • I volontari non hanno bisogno di niente. Né app, né account, né password: rispondono su WhatsApp o da un link personale.
  • Cominciamo con quello che abbiamo. Il foglio dei volontari si importa com'è, in CSV o Excel.
  • Facile anche per i volontari più giovani. Entrano con un link o un codice, rispondono con un tocco dal telefono: niente moduli, niente riunioni per organizzarsi. E dopo il nostro «va bene» lo stesso link lo girano loro agli amici.

Perché Mimu, qui. Meno carico per chi coordina, più chiarezza per decidere. Mimu chiede, raccoglie le risposte e tiene il filo; a te restano i numeri che servono per gestire: quante attività, chi ha dato una mano, dove manca ancora qualcuno. Si comincia con il foglio che esiste già.

Un'organizzazione che si regge da sola

  • Turni con squadre fisse, attività che si ripetono ed eventi interni con «Ci sono / Non ci sono».
  • Promemoria la vigilia, e sostituti automatici. Quando un volontario non può più, Mimu ne cerca un altro.
  • Ogni volontario sa cosa deve fare. Chiede «i miei impegni» su WhatsApp e riceve giorno, ora, indirizzo e le note di casa.
  • Il passaggio di consegne è automatico. Il volontario lascia una riga per chi va dopo («arriva dieci minuti prima», «ho portato i documenti») e arriva a chi va la volta dopo.
  • Nessuno resta senza risposta. Chi non ha risposto a un invito, o ha detto «vedo dopo», lo riceve ancora una volta, una sola; il coordinatore entra solo quando non c'è soluzione.

Perché Mimu, qui. I turni, le attività che si ripetono, i promemoria e i sostituti smettono di dipendere dalla memoria di qualcuno. L'organizzazione regge anche nelle settimane difficili: ogni volontario sa, in qualunque momento, cosa deve fare, e cosa ha lasciato detto chi è andato prima. Le risposte che mancano si chiedono da sole, una volta, prima di arrivare al coordinatore.

Vedere tutto, e tenerlo sotto controllo

  • Tutto a colpo d'occhio. Confermato, in attesa di una scelta, senza nessuno: niente resta dimenticato.
  • Il riepilogo della settimana arriva da solo, e il quadro del periodo (settimana, mese, trimestre o anno) si chiede quando serve: «24 attività concluse, 9 persone hanno dato una mano, 1 attività è rimasta senza nessuno, 36 ore di turni in struttura, 3 nuovi volontari dal link». Numeri pronti per il direttivo e per il bilancio sociale, senza fogli di calcolo.
  • Un avviso prima di perdere un volontario. Quando qualcuno smette di rispondere, Mimu ce lo dice, con il numero, per chiamarlo in tempo.

Perché Mimu, qui. Coordinare è sapere cosa resta scoperto prima che sia tardi. Mimu lo mostra a colpo d'occhio, manda il riepilogo della settimana da sola e avvisa quando un volontario comincia ad allontanarsi, nel momento in cui una telefonata lo recupera ancora.

Le persone seguite e le loro famiglie

  • La persona seguita sa chi viene, sul suo WhatsApp, e può rispondere.
  • I familiari restano aggiornati, per e-mail: chi va e quando, e, se vogliono, il riepilogo del periodo.
  • Ognuno vede solo il suo. I volontari non vedono i dati degli altri, e ogni rete vede solo il suo spazio.

Perché Mimu, qui. Per chi è seguito la differenza è sapere chi viene; per i familiari, essere aggiornati senza dover chiedere. L'associazione si guadagna la fiducia delle famiglie con lo stesso lavoro di sempre, e i volontari restano protetti.

Senza costi, senza rischi

  • Gratis. Si comincia con una sola attività, senza migrare niente.
  • Chi coordina può aprire anche lo spazio della propria famiglia.

Perché Mimu, qui. Mimu è gratis per l'associazione e si comincia da una sola attività, senza migrare niente e senza niente da insegnare ai volontari. Se serve, ed è per questo che esiste, si guadagna tempo dalla prima settimana.

Un uomo anziano e una persona di Mimu camminano insieme fra i banchi di un mercato, con le borse della spesa, parlando e sorridendo.

Quando la rete non basta · a pagamento

Una persona di Mimu

Che cos'è. Una persona di Mimu, verificata e della zona, per accompagnare a una visita, fare compagnia, una passeggiata, la spesa o piccoli aiuti in casa, o «La Telefonata di Mimu», mezz'ora di compagnia. Si paga all'ora (€19 l'ora, minimo due ore: €44, tutto compreso) o con un piano mensile.

Perché Mimu. Fra «faccio io» e «una badante a tempo pieno» non c'era niente: o si chiede un favore, o si paga qualcuno fuori, senza garanzie. Mimu mette in mezzo una persona verificata, al prezzo dell'ora, con tutto quello che manca a un accordo informale: scegliere, sapere, sostituire, pagare alla luce del sole.

«Fra cercare qualcuno fuori e chiedere una persona di Mimu, scelgo Mimu perché…»

La fiducia, prima di aprire la porta

  • È una persona verificata e della mia zona. Prima di lavorare, Mimu l'ha conosciuta in videochiamata, ha visto il documento, ha chiesto una referenza e le ha dato una formazione iniziale.
  • Scelgo chi entra in casa. Vedo chi va, con le foto, e posso chiedere un'altra persona senza costi fino a 24 ore prima (8 ore nelle richieste dell'ultimo momento).
  • È scelta pensando alla persona cara. Tre domande (cosa le piace fare, cosa rompe il ghiaccio, cosa evitare) e Mimu propone chi ha qualcosa in comune con lei.

Perché Mimu, qui. Far entrare qualcuno in casa di una persona cara è la decisione più difficile. Per questo, su Mimu, chi va è stato verificato prima, la famiglia lo vede con le foto prima di dire sì e può cambiare senza spiegare perché. La fiducia non si chiede: si mostra prima del primo suono del campanello.

Chiedere è semplice, pagare è giusto

  • Chiedo come chiedo a un amico. «Mi serve una persona di Mimu martedì alle 10» su WhatsApp, scritto o con un vocale, o cinque passi sul sito.
  • So il prezzo prima di tutto. Vedo il totale, tutto compreso, prima di creare l'account e prima di confermare.
  • Pago dopo, solo il tempo vero. Il giorno prima la cifra viene solo riservata; la carta si addebita un giorno dopo, per il tempo che c'è stato, e in quel giorno posso dire «qualcosa non va».
  • Se lei non può, Mimu trova un'altra persona. E se nessuno può, la visita si annulla e non pago niente.
  • Annullo senza costi fino a 24 ore prima.
  • Tutto alla luce del sole. Ogni visita ha il suo prezzo, il suo tempo e la sua riga; chi lavora è pagato ogni settimana; niente si combina fuori.

Perché Mimu, qui. Chiedere è facile come scrivere a un amico, e il prezzo si vede prima di tutto. Si paga dopo, solo il tempo che c'è stato, con un giorno per dire se qualcosa non va, e se la persona non può, Mimu ne trova un'altra. È il contrario dell'accordo informale: tutto chiaro, niente da combinare a mano.

Tranquillità, il giorno della visita

  • So che sta arrivando. Il giorno della visita vedo sulla mappa dov'è e quanti minuti mancano.
  • So che è arrivata. L'arrivo si conferma alla porta, e io ricevo l'avviso.
  • So com'è andata. Alla fine, due righe di chi è andata, per me e per i miei fratelli.

Perché Mimu, qui. L'ansia più grande di chi organizza è l'attesa: è partita? è arrivata? è andata bene? Con Mimu la famiglia la vede arrivare sulla mappa, riceve l'avviso quando arriva e legge com'è andata, senza telefonare a nessuno.

La stessa persona, ogni settimana: i piani

  • La stessa persona ogni settimana, se voglio, e cambio con un tocco quando voglio.
  • Più conveniente all'ora della visita singola: Base, 8 ore al mese (€149); Premium, 16 ore (€279).
  • Le ore sotto gli occhi. Vedo l'estratto delle ore, mese per mese; quelle che avanzano passano una volta al mese dopo.

Perché Mimu, qui. La continuità è quello che conta di più per chi riceve la cura: una faccia conosciuta, che sa già dov'è tutto. Con un piano la stessa persona torna ogni settimana, l'ora costa meno e le ore restano sotto gli occhi, e se un giorno si vuole cambiare, si cambia con un tocco.

Compagnia, anche a distanza

  • «La Telefonata di Mimu», 30 minuti di compagnia, €12, al telefono o in video, con una persona scelta per affinità. Nei piani vale mezz'ora del piano.
  • La persona cara può chiederla da sola, scrivendo «chiamami», fino al limite al mese che decido io; io sono sempre avvisato.

Perché Mimu, qui. Non sempre serve qualcuno in casa; a volte basta una voce amica. La chiamata si può chiedere dalla persona stessa, che così riprende l'iniziativa, senza che la famiglia perda il controllo del limite.

La famiglia intera può aiutare

  • «Regala ore». Chi vuole bene alla persona cara regala ore, per il compleanno o per Natale, anche senza un account su Mimu.
  • «Paghiamo insieme». I fratelli dividono la visita; ognuno paga la sua parte con un link.

Perché Mimu, qui. Chi è lontano vuole aiutare e non sa come. Con «Regala ore» regala tempo di qualità invece di un'altra cosa; con «Paghiamo insieme» i fratelli dividono la visita senza conti a mente. La cura smette di pesare solo su chi è vicino.

Coordinare è gratuito, e resta così

Su WhatsApp o sul sito. Si comincia con un messaggio.