La solitudine non è una cosa da vecchi

Si immagina la solitudine come una condizione dell'età: qualcosa che arriva alla fine, e riguarda chi resta indietro. I dati europei dicono un'altra cosa, e vale la pena guardarli.
L'indagine sulla solitudine condotta dalla Commissione europea nel 2022, la prima a misurarla in tutta l'Unione con scale comparabili, ha trovato che il 13% delle persone si sente sola la maggior parte del tempo o sempre, e che il 35% lo è almeno qualche volta. Più di un europeo su tre.
E la prevalenza diminuisce con l'età, non aumenta: le persone più giovani si dichiarano più sole di quelle più anziane. La solitudine non è il capolinea di una vita, è una condizione che attraversa tutte le età, e riguarda anche chi si prende cura, non solo chi riceve cura.
È il motivo per cui una rete che funziona non serve soltanto alla persona assistita. Chi organizza tutto da solo, senza nessuno con cui dividere il pensiero, è nella stessa statistica.
Ed è anche il motivo per cui allargare quella rete vale doppio. Ogni persona in più che entra in quella casa alleggerisce due solitudini insieme: quella di chi riceve, e quella di chi finora ha tenuto tutto da sola. Non è un favore da chiedere, è la cosa che fa bene a entrambe, e serve soltanto qualcuno che la organizzi.
La fonte
- Centro Comune di Ricerca, Commissione europea, EU Loneliness Survey: prevalenza della solitudine nell'UE, 2022. leggi l'originale
La prima richiesta la scrivete in una frase, e Mimu la porta alle persone giuste. Bastano un nome e un recapito.
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