Un quarto di noi si prende cura di qualcuno. E quasi nessuno lo dice

Chi accompagna la madre dal medico il giovedì mattina non pensa di appartenere a una categoria. Pensa di essere una figlia che fa quello che si fa.
Eppure è una categoria, ed è enorme. A luglio 2026 l'Istat ha contato oltre 12 milioni di adulti che assistono un familiare o un amico anziano, non autosufficiente o con disabilità: un quarto della popolazione adulta italiana. Di questi, 4,4 milioni vivono sotto lo stesso tetto della persona di cui si occupano.
Il peso non è distribuito. Fra le donne la quota è del 21,7%, fra gli uomini del 17,0%, e chi conosce una di queste famiglie sa che dentro quella differenza c'è quasi sempre una figlia.
La cosa che colpisce di questi numeri non è quanto siano grandi: è quanto siano invisibili. Dodici milioni di persone che fanno la stessa cosa, ognuna convinta di improvvisare da sola. Non si tratta di dare un nome a chi non lo vuole: si tratta di smettere di trattare come un caso privato una cosa che capita a un adulto su quattro.
E quello che capita a un adulto su quattro non è un destino: è un'organizzazione che nessuno ha ancora messo in piedi. Si comincia in piccolo, da una richiesta sola portata alle persone che intorno ci sono già, ed è esattamente il punto da cui Mimu comincia.
La fonte
- Istat, ripreso da ANSA, I caregiver sono oltre 12 milioni, le donne più impegnate, 2026. leggi l'originale
La prima richiesta la scrivete in una frase, e Mimu la porta alle persone giuste. Bastano un nome e un recapito.
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